DIRE) Roma, 29 dic. – “La difesa del sistema delle 10 pluricandidature fatta oggi da Renzi e’ a dir poco sorprendente, cosi’ come appaiono fuori luogo i richiami al passato quando al massimo erano consentite 3 candidature in piu’ circoscrizioni: un numero non certo paragonabile con quello previsto dagli accordi dell’Italicum 2.0. Numerosi costituzionalisti hanno affermato con chiarezza che un cosi’ elevato numero di pluricandidature sottrae di fatto all’elettore il diritto di scelta del proprio rappresentante in parlamento”. Lo scrive in una nota il senatore del Pd, membro della Commissione affari costituzionali, Federico Fornaro. “Anche i capolista bloccati- aggiunge Fornaro- presentano vizi di costituzionalita’ perche’ soltanto il partito che vince ha la certezza di poter eleggere deputati anche con le preferenze, mentre nell’opposizione vi e’ la quasi certezza di vedere entrare in Parlamento solo i capolista nominati dai partiti (esattamente come nel Porcellum) oppure gli eletti scelti dal capo partito utilizzando il sistema delle pluricandidature. Vi e’ inoltre una palese disparita’ di opportunita’ di partenza tra i candidati di una stessa lista presenti sulla scheda: il capolista non si sottopone al vaglio dei cittadini, mentre gli altri competitori devono darsi battaglia per conquistare la preferenza degli elettori”.Fornaro osserva che e’ “molto meglio allora un sistema che definisca a priori un numero democraticamente fisiologico di eletti in listini bloccati circoscrizionali (ad esempio il 25% del totale) e il restante 75% eletto in collegi plurinominali con preferenze, di dimensioni simili a quelli del Mattarellum per la Camera (circa 120-150.000 abitanti contro i 600.000 dell’Italicum 2.0). Un modello- conclude- che garantirebbe la riconoscibilita’ e la scelta consapevole dell’elettore richiesti dalla Corte Costituzionale certamente meglio di questo mix innaturale tra capolista bloccati, preferenze e pluricandidature”.